Chi Siamo

Possono un giornalista gourmet e una collega fissata con diete, calorie e grassi, trovare un’intesa a tavola? E avere l’ardire di raccontarlo? Possono, anzi lo fanno in un connubio di ricerca di buoni sapori, ottimi cibi, possibilmente con il rispetto della salute e della linea…
Così nasce Wine Station, fortunata esperienza radiofonica che dal 2007, sulle frequenze di Antenna Radio Esse ogni sabato all’ora di pranzo, parla di cibo, vini, curiosità dal mondo del vivere bene. Ideato, realizzato e condotto da Cristiana Mastacchi e Giovanni Pellicci, il programma  affida alle voci di produttori di vino, enologi, giornalisti del settore, grandi cuochi e ristoratori, il racconto di cosa accade nelle cantine e nelle cucine d’Italia, con lo spirito del puro gusto e divertimento. Si scoprono quindi passioni di personaggi che hanno abbandonato la città attratti dal fascino di coltivare viti e creare un vino, altri che lo fanno per tradizione di famiglia, uomini e donne che dell’enologia ne hanno fatto una professione. Come tanti altri che usano con creatività, mestoli e padelle per sperimentarsi nell’arte culinaria, spesso però partendo dalle ricette antiche.
Ora l’esperienza di Wine station si arricchisce del blog, uno spazio sul web che vuole essere un invito a condividere il piacere del gusto, “un’osteria di campagna con la pergola a fare ombra in una calda giornata d’estate (o, se vi piace di più, un vecchio casolare con il caminetto acceso) dove vecchi amici si ritrovano per quattro chiacchiere, sorseggiando vino e facendoci stupire dalla cucina della massaia. Se vi piace la metafora sedetevi alla nostra tavola e state con noi…

Giovanni Pellicci

Se volete invitare a cena Giovanni Pellicci, cucinate qualcosa di speciale: non è uno che si accontenta della fettina ai ferri e di un’insalata. Ma soprattutto non fate mancare una bottiglia di vino con una storia alle spalle. Ha una memoria di ferro, e si ricorda molte delle etichette di vini che ha degustato o presentato come giornalista nella rivista “I Grandi Vini” di cui è direttore. Beh, probabilmente ha ragione lui: quando ci si siede a tavola deve essere una festa dei sapori, che siano un semplice tagliere di salumi, decisamente Dop cioè a denominazione d’origine protetta, o una ricercatissima vellutata di fontina con tartufo. Mica scemo…
E quando si versa il vino nel calice ricerca l’odore, il sapore e anche i colori della terra che lo ha partorito. Allora direte voi, questo Pellicci è un po’ con la puzza sotto il naso… non esageriamo, gli va bene anche la zuppa di pane o il panino con il lampredotto mangiato alla sagra di paese. Sul vino, però è più selettivo: se si trova al ristorante gli piace leggere la carta e se trova un appassionato della materia ne nasce un trattato di enologia che lascia gli altri commensali a bocca aperta… Ad una degustazione, non si lascia sfuggire l’enologo con il quale ama conversare per capire se il sangiovese ha sposato il cabernet, se dal tino è passato in vetro o se ha trascorso qualche mese in una botte di rovere. Sarà deformazione professionale ma non si beve vino a scatola chiusa… al bando il tetrapack.
Insomma fidatevi di lui, è un cultore del tema, è uno che ha scoperto come l’enogastronomia sia un mondo tutto da assaporare e soprattutto da raccontare ai suoi lettori, perchè il cibo e il vino fanno vivere felici.

Cristiana Mastacchi

“Al massimo un petto di pollo alla griglia con un’insalata rigorosamente senz’olio”. Mica facile pensare di realizzare un format estremamente godereccio con un’espertissima di diete, costantemente alla ricerca della sintonia perfetta con la perfida bilancia.
Beh, ma se mi fossi fermato qua avremmo al massimo parlato di carote e patate lesse. Invece, dietro una maschera quotidianamente attenta ad equilibrare il contributo di grassi e carboidrati, si cela una vera appassionata della buon tavola, di quella genuina di una volta. Altro che sushi e sashimi ma pollo arrosto e patate al forno come Dio comanda! E il vino? Beh per quello va detto che ha completato un percorso di conoscenza significativo: pensare che era partita da un legame quasi nostalgico con le damigiane! Ora disquisisce su barriques, calici a tulipano e decanter…
Giornalisticamente parlando l’ ho vista vacillare soltanto di fronte alla perentoria dichiarazione di una maestra di cucina: “500 grammi di farina, 500 grammi di burro!”, quale indispensabile condizione per realizzare un dolce da leccarsi i baffi. E su questo ho detto tutto sull’esperienza radiofonica, e non solo, che ha saputo mescolare dentro Wine Station come a farne un pregiatissimo SuperTuscan.
Che soddisfazione averla traviata alle degustazioni, alle mangiate senza limiti, ai sapori che ti lasciano tracce indelebili nell’olfatto e nel gusto. Pensare di averla anche trascinata dentro un blog merita un brindisi Docg! Chissà se un giorno diventerà come Julia Child, la famosa cuoca americana che ha cambiato il modo di mangiare degli yankee…

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Una risposta a Chi Siamo

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