Un ex dipendente l’autore del sabotaggio ai danni del Brunello di Montalcino

Soldera Brunello MontalcinoRisolto il caso del Brunello di Montalcino che ha interessato l’azienda di Gianfranco Soldera due settimane fa. E’ stato infatti arrestato un ex dipendente dell’azienda (A.D., 39 anni di Roma, domani è previsto l’interrogatorio di convalida dell’arresto a Siena) dell’azienda vinicola Case Basse: secondo le indagini dei Carabinieri, coordinate dalla Procura di Siena, sarebbe stato lui a versare nelle fogne circa 600 ettolitri di vino destinato a diventare Brunello. L’atto di vandalismo sarebbe stato dettato dalla scelta di un altro dipendente nell’assegnazione di un alloggio di pertinenza dell’azienda. I reati contestati sono quelli di sabotaggio e di violazione di domicilio aggravata. La scoperta dell’atto vandalico risale al 3 dicembre scorso: chi ha agito, dopo essere entrato nella cantina di Case Basse, aveva aperto i rubinetti delle botti facendo defluire nelle fogne l’intera produzione di vino Brunello dal 2007 al 2012. Le indagini, coordinate dal pm Aldo Natalini, inizialmente si erano indirizzate su varie ipotesi investigative “per poi convergere su quella che ha portato all’arresto dell’odierno indagato nei cui confronti venivano raccolti molteplici e concreti elementi di responsabilità in ordine al contestato reato di sabotaggio”. Contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente l’atto vandalico è avvenuto nel tardo pomeriggio di domenica 2 dicembre, prima che a Montalcino iniziasse a piovere (nessuna traccia di fango è stati infatti individuata nei locali della cantina). L’arrestato ha commesso molto rapidamente l’operazione di apertura delle botti (scegliendo solo quelle di Brunello e tralasciando quelle di Rosso), confermando di conoscere molto bene la cantina. Nell’arco di pochi minuti ha abbandonato l’azienda a bordo della sua auto (una Dacia, come confermano le telecamere di videosorveglianza), raggiungendo il suo domicilio a Montalcino, dove ha subito messo in lavatrice i jeans e i calzini indossati, i quali si erano sporcati di vino. Il primo lavaggio non è stato sufficiente per smacchiare gli indumenti: per questo ha azionato anche il secondo, per poi lasciare l’appartamento diretto verso Roma, sede di un suo altro domicilio. Nella giornata di martedì 4 dicembre è nella Capitale che le forze dell’ordine lo hanno raggiunto per i primi accertamenti che, in seguito ad un’intercettazione ambientale raccolta mentre l’arrestato di fatto confessava l’atto ad un nipote e quindi avvalorata da una testimonianza di un vicino di casa ilcinese, hanno portato all’arresto nella giornata di ieri (lunedì 17 dicembre). Nel pomeriggio di oggi sono attesi anche i risultati di un esame della sezione Chimica del Ris di Roma, che stanno appurando la presenza di tracce di antociani sui jeans indossati da A.D. e recuperati all’interno della lavatrice da parte dei Carabinieri. “Le evidenze presentate dalle forze dell’ordine – spiega in una nota congiunta il Presidente del Consorzio del Brunello Fabrizio Bindocci e il Sindaco di Montalcino Silvio Franceschelli – confermano quanto già espresso dal Consorzio e dai rappresentanti istituzionali della comunità montalcinese e cioè che si sia trattato di un atto vile ed inqualificabile totalmente estraneo alla cultura ed ai valori del territorio montalcinese che a sua volta ne è stato vittima indiretta in quanto colpendo una delle sue eccellenze più conosciute di fatto ha danneggiato tutto il sistema dei produttori”.

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