“Bevitori si, santi meno”

Ecco quello che sono veramente: cattivo, sbronzo ma in gamba”. Inizia con questa citazione il menù de Il Santo Bevitore, in via Santo Spirito a Firenze, zona meno battuta dalle orde turistiche. Ma, a vedere il via-vai nel locale, sicuramente la zone è frequentata da autoctoni e stranieri ben informati. Sì perché se i proprietari si ritrovano nella frase di Joseph Roth, in cucina ci sanno fare e la coda fuori per mangiare e la necessità di prenotarsi in anticipo lo confermano. Entrando l’atmosfera è calda e caratterizzata da luci soffuse: nonostante i tanti tavoli affollati non sia ha la sensazione della confusione intorno. L’appetito, nel remoto caso in cui latitasse, viene subito risvegliato dagli accattivanti odori che arrivano dalla cucina e dalla lettura delle originali proposte del menù, non esclusivamente in chiave toscana. Si parte con ampie selezioni di salumi e formaggi come antipasti e poi si può proseguire con zuppe o paste fantasiose. Noi abbiamo scelto dei riccioli conditi con sughetto contaminato alla ‘nduja e pecorino stagionato a scaglie e poi delle nicchie con ragout bianco all’anatra e un tocco di rosmarino. Ci sono anche tortini a base di verdure e formaggi per proseguire il pasto: da provare il millefoglie a base di funghi porcini, patate e pecorino fresco fuso. Fuori menù i solerti camerieri propongono anche varie specialità del giorno: per noi è stato il caso della squisita gota caramellata al Chianti accompagnata da cipolline in agrodolce. Il locale è la moderna interpretazione della locanda di una volta, con le classiche candele bianche sui tavoli a creare l’atmosfera giusta per rilassarsi a tavola in compagnia di amici. Per la cantina, per una volta, non si scendono le scale ma si alzano gli occhi al cielo: una serie di lunghe ed eleganti mensole riempiono le pareti di bottiglie di vini da “pescare” con un’apposita asta. E’ curioso osservare come i camerieri abbiano ormai piena dimestichezza nell’afferrano la bottiglia scelta dal cliente per il collo e poi aprirla sul tavolo. La cucina deve essere super attrezzata vista la velocità di servizio: anche per questo il locale riesce a gestire numerosi turni nella stessa serata. Infine il conto che non sorprende: sui 35 euro a testa, complici anche due Chianti Classico (Ormanni 2009 e Fontodi 2007).  Da provare, insomma.

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