Io – Osteria Personale a Firenze, democrazia a tavola

Con settembre siamo tornati a Firenze a provare Io – Osteria Personale in Borgo San Frediano, consigliata dall’amica blogger Stefania Pianigiani. A lei il merito di averci riunito (aver fatto le foto che vedete) e condotti alla scoperta del locale di Matteo Fantini che in cucina ha il giovanissimo chef Nicolò Baretti (classe 1987 e un’esperienza con Valeria Piccini Da Caino a Montemerano). Il locale, che un tempo ospitava una salumeria, è moderno e raccolto, con una decina di tavoli in un’unica sala principale separata dalla cucina da vetri fumé. Curiose le pareti: su tante lavagne sono disegnate le modalità di preparazione dei piatti e la descrizione degli ingredienti utilizzati. In cucina, infatti, arrivano esclusivamente prodotti di stagione e del territorio che danno vita a ricette che rinnovano profondamente la tradizione (per dirla come il proprietario). Noi eravamo in 5 e ci siamo divertiti a comporre un ampio menù degustazione con 5 piatti diversi (ognuno scelto da ciascuno di noi) e un 1 dolce (ognuno il suo!). E’ venuta fuori una fusion democratica che ci ha permesso di pescare da ciascun gruppo principale del menù: “il pesce”, “la carne”, “la verdura” (c’è anche “il formaggio”). Diciamo subito: se cercate la pasta non la troverete e preparatevi a piatti con tante cruditè. Siamo partiti con la tartare di Ricciola con ricotta, pinoli e insalata di spinaci (scelto da Lorenzo) che ci ha colpito (quasi a tutti) per il perfetto equilibrio tra il crudo del pesce e la delicatezza della ricotta. Per la carne invece siamo andati sul carpaccio tiepido di petto d’anatra con radicchio rosso grigliato, emulsione di melograno e crema di ricotta affummicata all’arancia (scelta dal sottoscritto) e abbiamo proseguito con il piccione ripieno di suoi fegatini con fichi, noci ed erbette scottate (scelto da Stefania dopo un discreto dibattito). Promosso il piccione (nonostante la mia iniziale titubanza) rimandata l’anatra sul quale, nonostante le aspettative, la nota finale dell’arancio spiccava fin troppo. Fin qua “è stato con noi” un Mulinè 2009, Erbaluce di Caluso Doc di Tenuta Roletto poi è entrato in scena un Rosso di Montepulciano Doc 2009 del Podere Le Berne.

Vivace, anche troppo, l’insalata di stagione con gelato di peperoni (gialli) e pecorino erborinato mentre, a chiudere, è arrivato un assaggio di uovo di “gallina ruspante” con pane briosciato, caprino e crema di finocchietto. Anche in questi ultimi due piatti, personalmente, avrei evitato l’accompagnamento con formaggi “forti e decisi” che hanno messo un po’ in ombra quello che doveva essere l’attore protagonista. Per i dolci, invece, un vero tripudio. C’è chi ha scelto il tiramisù personale (in onore del nome dell’Osteria) e chi il soufflè di cioccolato, con gelato all’EVO e basilico e confettura di pomodori oppure il tortino di formaggio fresco con fichi caramellati alle spezie e mousse al cioccolato. In tutti i casi i dolci sono piaciuti molto, sia per la capacità di reinterpretare un must come il tiramisù sia per l’originalità degli abbinamenti negli altri due.

Dopo il caffè anche il conto è stato, tutto sommato, equilibrato: 50 euro a testa. Unici crucci, quindi, qualche ingrediente di troppo in alcune portate e un servizio, a tratti, un po’ rallentato. Comunque da provare.

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Una risposta a Io – Osteria Personale a Firenze, democrazia a tavola

  1. Andrea Pagliantini ha detto:

    Geniale l’idea del mangiare spiegato sulle lavagne, il menù e i piatti forse un pò antani.

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