Cucina cinese leggera? Mica tanto…

Torna l’appuntamento con la rubrica“Gusto & Salute” di Gloria Turi. Il 19% della popolazione italiana mangia etnico almeno 1 volta al mese, il 30% lo fa 2 – 3 volte l’anno, il 51% invece meno di 2 – 3 volte. I più frequentati risultano essere i ristoranti cinesi, ed è per questo che concluderemo questo nostro giro del mondo a tavola, dicendo che la cucina cinese comprende piatti ad alto contenuto proteico (anatra, maiale, ecc.) ma anche molto ricchi di grassi per il tipo di carni utilizzate. Sono quindi da preferire le carni magre, come il pollo, oppure i gamberetti. Inoltre la quasi totalità dei piatti sono fritti o soffritti: persino molte verdure sono sbiancate nell’olio caldo. I piatti da preferire, fra i tanti offerti, sono quelli serviti su piastra calda, pesci e crostacei, minestre, riso bianco mentre sono da evitare i fritti, l’anatra e maiale, salse e preparazione in agrodolce e nidi di rondine. Ma quante sono le calorie nelle porzioni delle più comuni pietanze cinesi? Circa 266 negli involtini primavera, 242 nelle nuvole di gamberi, 371 nei ravioli al vapore, 671 nel riso alla cantonese, 523 negli spaghetti fritti, 408 nel pollo alle mandorle, 686 per il maiale in agrodolce, 309 nella frutta caramellata e 432 nel gelato fritto. Chi l’avrebbe mai detto che, specie il riso alla cantonese, fosse una “bomba” simile…A presto.

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