Una Maremma sempre meno amara

Tira un vento nuovo in Maremma, specie se parliamo di vino. Il maestrale che spazza la costa sembra aver preso un’energia diversa, decisamente più positiva rispetto a quanto accadeva fino a poco tempo fa. Dopo il varo del progetto Maremma Wine Shire (c’è chi non è convinto fino in fondo ma va comunque apprezzato il primo vero sforzo di fare qualcosa…) portato avanti dalla Camera di Commercio di Grosseto, arrivano anche importanti riconoscimenti dal Comitato Nazionale Vini. Ieri infatti sono state varate una nuova Docg e una nuova Doc. Nel primo caso si tratta dell’evoluzione della denominazione del Montecucco che, a 13 anni di distanza dal riconoscimento della Doc, centrerà il traguardo del marchio più prestigioso a partire dalla vendemmia 2011, raggiungendo il “cugino” Morellino di Scansano al vertice della produzione di qualità nella provincia di Grosseto. Per la precisione la nuova denominazione si chiama Montecucco Sangiovese mentre, all’interno della Doc, sono nate nuove denominazioni: Montecucco Rosato, Vin Santo e Vin Santo Occhio di Pernice. Si tratta di un grande traguardo per un vino che nasce alle pendici del Monte Amiata, in un territorio che comprende 7 comuni: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano.  “Finalmente possiamo esultare per questo importante risultato, raggiunto con anni di impegno costante e graduale per migliorare la qualità dei nostri vini – commenta Claudio Carmelo Tipa, Presidente del Consorzio del Montecucco -. Siamo già presenti nei principali mercati, ma adesso vogliamo migliorare il nostro posizionamento, la commercializzazione e la promozione anche nei Paesi emergenti, la Cina su tutti, dove siamo convinti che troveremo uno spazio meritato”. Si perchè si tratta di un vino che non ha davvero nulla da invidiare a parenti, più o meno vicini, sicuramente più blasonati. Non solo Montecucco però: è arrivato anche il riconoscimento della Doc per la denominazione Maremma Toscana, finora Igt. Oltre al forte impegno nella promozione del territorio (dal 21 al 23 si terrà la seconda edizione di Maremma Wine Shire che vedrà nascere anche una carta dei vini ad hoc all’interno dei ristoranti maremmani) la Maremma ottiene anche un ulteriore certificazione della qualità dei suoi vini. Dopo gli anni caratterizzati dalle “conquiste” di imprenditori venuti da fuori, l’augurio è che sia stata davvero imboccata la strada di una crescita complessiva da parte di una terra splendida, da sempre promessa ma finora incompiuta.

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