Ecco l’etichetta salva made in Italy. Era ora

Evviva, evviva! Finalmente sapremo se il maiale che abbiamo cucinato in forno è cresciuto nelle campagne italiane o se proviene da allevamenti esteri. La notizia è di quelle positive non perchè soddisfa la nostra curiosità ma per la chiarezza che fa sul prodotto che finirà nel piatto. E nel tempo delle sofisticazioni è quanto meno necessario sapere ciò che mangiamo… Si chiama tracciabilità degli alimenti e fino a ieri era richiesta solo per la carne di manzo, per quella di pollo – conseguenze delle rispettive malattie della mucca pazza e dell’aviaria – ma anche per il pesce, il latte fresco, l’olio d’oliva extravergine, frutta e verdura fresche. Ora lo diventerà per tutti i prodotti alimentari (compresi i formaggi, la pasta, il pane, ecc.) così da permettere al consumatore di fare, se vuole, una spesa intelligente. Per noi amanti del gusto la legge approvata ieri (all’unanimità!) è un gran successo intanto perchè difende il made in Italy e poi perchè renderà merito a tutti gli allevatori e produttori che lavorano seguendo regole certe e che, per dirla con semplicità, non danno da mangiare schifezze agli animali, non riempono i campi di fertilizzanti chimici vietati. Ci vorranno circa due mesi perchè il settore agroalimentare si adegui poi l’etichetta sarà chiara sull’origine del prodotto ma anche sull’eventuale presenza di Ogm. Speriamo che l’Unione Europea recepisca questa normativa come fu fatto, a suo tempo, per l’olio extravergine (per saperne di più cliccate qui). Intanto per non rischiare di mangiare schifezze meglio andare ai mercatali e comprare i prodotti della nostra terra. Perchè se il prosciutto del contadino ha un sapore diverso da quello sottovuoto acquistato nel banco frigo della grande distribuzione un motivo ci sarà. Meditate gente, meditate.

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2 risposte a Ecco l’etichetta salva made in Italy. Era ora

  1. Francesco d'Elia ha detto:

    Sicuramente positivo.. Servirà solo a garantire il consumatore o anche a premiare le filiere nostrane ed in particolare quelle corte..? Non ci si spende mai abbastanza per la valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare che rappresenta una delle migliori risorse di questo paese.. Maggiore tutela, maggiore attenzione e politiche che premino la produzione di qualità..

    • wine station ha detto:

      Caro Francesco, l’auspicio (e la speranza) è che la nuova normativa tuteli entrambi: sia i consumatori finali che gli attori della filiera corta che sta fortunatamente prendendo sempre più campo, specie nella nostra realtà. E’ però da valutare quali saranno le reazioni da parte dell’Unione Europea che già ieri non ha esitato a chiedere lumi sulla normativa varata dal Governo italiano, sottolineando l’originalità della proposta in uno scenario, quello europeo appunto, che non prevede ancora oggi una disciplina di questo genere. Speriamo che tutto vada per il giusto senza ripensamenti o compromessi politici a tutela effettiva della nostra filiera agroalimentare che deve assolutamente tornare ad essere un valore aggiunto per il consumatore e per l’intero sistema italia.

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