Pandoro o panettone? Questo è il dilemma!

Gloria Turi ci fa gli auguri con la sua “Gusto & Salute” provando a risolvere il dilemma natalizio partendo da un dato fondamentale: quanto a calorie la sfida finisce pari.

La settimana del Natale è cominciata, ma con largo anticipo sugli scaffali di tutti i negozi sono in bella mostra dolci natalizi di ogni genere, e come ogni anno, si affermano le due preponderanti scuole di pensiero: da una parte i sostenitori del panettone e dall’altra gli amanti del pandoro. Fra i due correnti, molti coloro che apprezzano sia l’uno che l’altro. Per avere le idee chiare proviamo a conoscerli meglio. Il panettone nasce a Milano circa cinquecento anni fa, con una ricetta a base di farina, burro, uova, cui si aggiungono scorzette di arancia e cedro canditi in parti uguali e uvetta. Da allora, passando dalla produzione artigianale dei pasticceri milanesi a quella industriale, il panettone è diventato un dolce tipico italiano, tutelato dal D.M. 22/7/2005 che ne definisce gli ingredienti e le percentuali minime da rispettare. Il pandoro invece è un dolce tipico veronese, con una forma di stelle a otto punte, opera del pittore impressionista Angelo Dall’Oca Bianca. Il suo brevetto fu depositato nel 1894 da Domenuico Melegatti. La sua particolare sofficità è dovuta ad una lavorazione lunga e complessa,e il suo impasto è fatto con farina, zucchero, uova, burro e lievito. In entrambi i casi però, negli ultimi vent’anni , sia le industrie che i laboratori artigianali, per incontrare le esigenze dei consumatori e per differenziare l’offerta, hanno inventato nuove versioni. Possiamo quindi trovare panettoni senza canditi e uvetta, pandoro e panettoni ripieni di creme, gelato, glassati, ricoperti di cioccolato. In questa sarabanda di gusti, inutile cercare quello meno calorico. Nella loro versione tradizionale, sia il pandoro che il panettone forniscono circa 390 calorie per 100 grammi, cui si aggiungono quelle delle coperture e delle farciture nelle versioni più elaborate. Pertanto è consigliabile consumarli a colazione o a merenda, anziché dopo i pasti già particolarmente abbondanti e ricchi di questo periodo dell’anno. Per la scelta quindi, unico e insindacabile sovrano è il gusto di ognuno.

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