Fenomeno sommelier

Italiani popolo di sommelier. E’ dilagante il fenomeno di donne e uomini iscritti ai corsi organizzati in ogni angolo d’Italia per apprendere tutti i segreti del vino e fare un figurone alla cena con gli amici. Altro che calcetto o cinema, ormai i giorni infrasettimanali degli italiani sono caratterizzati da analisi olfattive, degustazioni sensoriali e sapienti abbinamenti tra calici e cibi gustosi. Bene, benissimo, diremo noi appassionati del genere e sicuri che una cultura enogastronomica sempre più adeguata e consapevole serva come il pane. Ora però il marketing aggressivo di alcuni gruppi editoriali porta in edicola corsi per sommelier in dvd spalmati in puntate e puntate e accompagnati da pubblicazioni cartacee ogni settimana. Ma come, per capirlo davvero il profumo di un vino e per svelare l’intensità del suo gusto non bisogna pur usare il naso e la bocca? Noi, vecchi tradizionalisti, dubitiamo fortemente che basti un telecomando e il pollice piantato sul tasto rewind. E poi volete mettere la socializzazione di una serata di gruppo a cercare di capire se in quel calice c’è davvero il sentore del muschietto selvatico o della rugiada mattutina delle Alpi Apuane?

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3 risposte a Fenomeno sommelier

  1. Gianmaria ha detto:

    Difficile sviluppare i sensi guardando la tv… Quando ci saranno anche gli odori allora si potrà fare anche il corso virtuale. Comunque io preferisco sempre avere il bicchiere in mano che guardarlo e immaginare

  2. Massimo ha detto:

    Viva i sommelier veri. Io ho fatto il corso ed è stato divertente ed istruttivo. Ora quando vado a cena con gli amici sfodero sempre la mia conoscenza enologica e tutti mi guardano con ammirazione. Altro che enciclopedia in dvd

    • winebloggers ha detto:

      Senza nulla voler togliere a dvd e testi che favoriscono l’avvicinamento al vino e al suo mondo, crediamo che un corso faccia a faccia sia un’altra cosa. Comunque approfondiremo l’argomento in radio nella puntata in onda sabato 23 ottobre. Seguiteci…

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