Cena-pranzo-cena a Bubbio

Insalatina di petti di quaglia con tartufo nero e bocconcini di robiola


Una tripletta in poco meno di 24 ore. E’ quella fatta al  Castello di Bubbio, nel cuore della Langa Astigiana, dove mi sono fermato per una cena, poi il pranzo e di nuovo la cena del giorno dopo. E’ la prima volta che mi capita di mangiare tre volte consecutive, e per di più nel giro di poche ore, nello stesso posto ma ne è valsa la pena. L’albergo-ristorante gestito dalla coppia Sandra-Alberto caratterizza il piccolo borgo in provincia di Asti, a pochi chilometri da Acqui Terme. Qui ci si ferma prevalentemente per motivi di lavoro in inverno, come a ripararsi nell’austerità del Castello che domina il paesino. La tavola, specie con il freddo, è un porto sicuro, dove rifugiarsi per assaporare i sapori astigiani e piemontesi. La mia è stata una vera pensione completa. La “prima cena” è stata a base di un’insalatina di petti di quaglia, tartufo nero e bocconcini di Robiola (che qui è decisamente di casa), di cui conservo ancora l’intrigante profumo, come antipasto. Buona la quaglia, troppo il condimento di olio a crudo. Poi Stracotto al Barbera con qualche patata arrosto come secondo e Torta di nocciola con crema di zabaione come dolce. Come vino un Apertura 2007, Pinot Nero, prodotto dalla vicina Cascina Pastori che si avvale della consulenza dell’enologo Riccardo Cotarella. Ottima scoperta: colori decisi, profumi schietti e ottima struttura in bocca per un vino da 13°. Il clima rigido ha risvegliato l’appetito anche per il pranzo successivo: qua le giornate iniziano presto e si mangia già alle 12,30. Non potevo non assaggiare la classica Tartare di carne, un must da questi parti. Ottima la versione proposta con 3 piccoli bocconcini, abbinati ciascuno a 3 diversi aceti balsamici: quello tradizionale, uno al peperoncino ed uno alla zafferano. Poi  un altro classico di zona: Ravioli del Plin, chiesti e ottenuti semplicemente con un filo d’olio evo a crudo e una spolverata di pepe nero. Nel calice, questa volta, le Grive 2009, Monferrato Rosso Doc del Forteto della Luja della vicina Canelli. Un robusto blend di Barbera e Pinot Nero (14 gradi).

Budino di amaretti

Alla sera confesso di aver esagerato ma l’atmosfera piemontese, i profumi e le pietanze mi hanno catturato. Due gli antipasti provati alla tavola del Castello di Bubbio: budino di porri con passatina di ceci e tortino di gobbi con fonduta di topinambur. Poi dritti al secondo con Petto di faraona al forno al Moscato circondato dai suoi cardi stufati. Nel calice, questa volta, un bianco: Roero Arneis 2011dei Fratelli Giacosa. Per il dolce ecco un goloso budino di amaretti con un assaggio della versione passito del Brachetto (Foglio 29 di Villa Felice). Se vi capita di passare nella zona di Bubbio una tappa al Castello vale la pena farla.

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3 risposte a Cena-pranzo-cena a Bubbio

  1. Paolo Romaggioli ha detto:

    Almeno per quanto riguarda la prima sera a cena posso condividere pienamente le tue considerazioni!!!

  2. Riccardo ha detto:

    Mi meraviglio! Quello che tu chiami blasfemamente “Budino di amaretti”, si chiama Bonet, e dovresti conoscerlo bene, no? ^_^

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