Leonardo Romanelli è scatenato e domani (martedì 5 aprile) a Firenze presenta “Il libro delle frattaglie”, un volume ricco di ricette che hanno come filo conduttore il “Quinto quarto” ovvero tutte le parti degli animali che, nel corso degli anni, sono state protagoniste, indifferentemente, delle tavole proletarie come quelle della buona borghesia. Fuori moda in casa, ancora attuali quando si va a mangiare in trattoria, o magari ci si ferma a gustare un panino con il lampredotto, le frattaglie rappresentano un cibo dal quale non si può prescindere se abbiamo la voglia di diventare dei veri buongustai. Non solo i classici fegatini, ma anche le animelle, il polmone e quelle di pesce. Un libro da macchiare per usarlo in cucina. L’appuntamento è domani alle 11,30 alla Tripperia “Il Magazzino” in Piazza della Passera 2/3 a Firenze.
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Per uno che come me ha vissuto a Roma 32 anni, il “quinto quarto” è di casa.
Memorabile una cena con due carissimi amici, un paio di mesi fa, per la quale preparai la coda alla vaccinara. Siccome la coda il giorno dopo è meglio, anzichè per quattro persone, la feci per otto, abbondanti, così avanzava! Ebbene, non potevo ricevere complimento migliore del vedere spolverato tutto il piatto di portata!
Certo, ora, col caldo, la coda è arduo cucinarla e mangiarla, ma si possono sempre fare l’insalata di trippa, il fegato alla veneziana, l’animella fritta, e tante altre ghiottonerie!
Piuttosto, tasto dolente: in quante macellerie senesi (per non parlare di ristoranti o trattorie) si trova la paijata o la coratella o i testicoli?
E’ vero che l’offerta è influenzata dalla domanda, ma a volte la domanda va anche educata dall’offerta!